File a bug to Apple: add Java 6 to Mac OS X

Henry Story had a great idea. 

Let's file a bug to Apple asking for Java 6 on Mac OS X, and remember to add this string 13949712720901ForOSX to your blog tags, so Apple will easily track how many people needs an official Java6 for OSX.

In the meantime, thanks to Landon Fuller, we have this.
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Javaday è qui!

Il secondo Javaday è qui. Non mancate, io sarò presente con un talk sul clustering di Terracotta. Anche se non vi frega nulla del transparent clustering, sarà comunque un'occasione per conoscersi più da vicino!
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Dtrace on Leopard

Leopard got what's considered to be the best debugging tool in the world, dtrace, coming directly from the Open Solaris kernel. Dtrace lets you probe your kernel in an unprecedented and dynamic way (ie, without recompiling.)

Here you can find the dtrace solaris guide if you want to delve deep in its syntax and probes.

Almost everyone (myself included) blogged or wrote about the Ruby dtrace probes being in Leopard, so I immediately tried a bunch of scripts to give them a run. Interestingly, you can find dtrace ruby examples right in the /Developer directory.

<rant>That probably means a shift in Apple developer support from Java to Ruby, which sounds a bit strange if you really think about that: how cool and useful could be a java 6 JVM with a lot of dtrace probes? Yep, I like Ruby. I like it a lot for fast object oriented scripting, I like the dynamic part, I like the Smalltalkness and whatever. But, seriously, java is THE platform to support. Come on. We are all waiting for exciting java news from you, Apple. </rant>

Well, let's go back in topic now.

sudo dtrace -s /Developer/Examples/Ruby/DTrace/print_calls.d

says that

dtrace: failed to compile script /Developer/Examples/Ruby/DTrace/print_calls.d: line 4: probe description ruby*:::function-entry does not match any probes

and infact with a simple grep

sudo dtrace -l | grep -i object-free

you can see that it doesn't show one the expected ruby probes.

So, are the Ruby dtraces probe really there or the Gold Master lost something?

<update> Ok, just found this a few minutes after publishing :).

Being dynamic, you should attach it to a running ruby interpreter. Can't still explain why the dtrace -l doesn't show the ruby probes...

sudo dtrace -s /Developer/Examples/Ruby/DTrace/print_memory_usage.d -p <pid> PID number</pid>

</update>
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Leopard: things I like and things I dislike, a developer perspective

It's more than a full day working on Leopard right now. So, here are my first impressions on what I like and what I don't like from a developer perspective.What I like:
  1. Time Machine. Easy, almost everyone paid lip service to TM. But it's still impressive when you look at it
  2. Dtrace and Instruments. This is a joy for developers. More on this in next posts, in the meanwhile have a look at Bryan Cantrill blog,  dtrace creator 
  3. Spaces. Another easy one. Bye bye buggy Virtue Desktop, welcome pre-organized spaces (yes, you can assign applications to predefined spaces)
  4. Terminal. You won't need anymore iTerm to tail logs in tabbed windows.
  5. Calendar icon now shows the real date and not 17 of July!
  6. Ruby/Rails out of the box. Very nice to have ruby/rails integrated. Well, I would have preferred a java 6 virtual machine, but it's nonetheless a nice feature. Not as much as the Calendar icon, but a good one :). Jokes aside, is nice that ruby apps on apple are also Dtraceable
What I don't like:
  1. No Java 6. No workarounds: but java 5 looks very fast, and rumors are that we will see java 6 very soon. (hopefully with fast opengl rendered Swing, working Java Sound and a lot of dtrace probes)
  2. PostgreSql from MacPorts failed to compile, and I still hadn't had time to see why
  3. The 3D Dock looks ugly. Easy workaround:  simply type "defaults write com.apple.dock no-glass -boolean YES" and then a "killall Dock" in the command line
  4. The tranlucent menu looks ugly too. This isn't easily and completely solved right now
  5. Skype works only the first time! This happens because Skype self-modifies itself after the first launch, and the app signing mechanism break. Either wait for Skype folks to solve it or reinstall with the firewall disabled. More info here
  6. Intellij Idea 7.0.1 can't be assigned to a space :(
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Idiomatica #1: il polimorfismo dei poveri

Comincerò a postare regolarmente il materiale pubblicato sulla versione cartacea di JavaJournal . Questo è il primo numero della rubrica.

Voglio cominciare questa rubrica con una “worst practice” fra le più orribili, il polimorfismo dei poveri. Non che non abbia materiale a disposizione per decine e decine di rubriche, e centinaia di esempi di come non si dovrebbe scrivere del codice in Java... ma questa particolare pratica, oltre a essere veramente brutta, ha delle caratteristiche che secondo me la rendono unica. E per questo deve avere l'onore del primo numero di questa rubrica dedicata alle brutture nel design.



  • E' assolutamente non necessaria, e l'alternativa è nell'abc della programmazione ad oggetti

  • Non offre nessun vantaggio particolare rispetto all'alternativa corretta, ma solo svantaggi. Altre brutture perlomeno hanno una qualche giustificazione più o meno fondata, questa no.

  • E' incredibilmente diffusa





Il polimorfismo dei poveri è caratterizzato da codice simile a questo:



if (a instanceof b) {

// fai qualcosa

} else if (a instanceof c) {

// faiqualche altra cosa

}



Ora, gia' l'uso di instanceof di per se' è criticabile: instanceof in un linguaggio ad oggetti non dovrebbe mai essere usato, se non in un caso particolare che lascio come simpatico esercizio agli amici lettori.

Ma usare instanceof per fare eseguire logiche diverse ad un oggetto a seconda del suo tipo, è veramente abominevole: a cosa serve il polimorfismo – che fa esattamente la stessa cosa - se poi devo ricostruirmelo malamente da solo? Notare che il fatto che l'operazione sia eseguita sullo lo stesso oggetto su cui si è operata la condizione o su un altro è irrilevante: in quest'ultimo caso è solo segno di un cattivo assegnamento di responsabilità e della necessità di spostare l'eventuale metodo al posto giusto.


a.faiQualcosa()


E' evidente come il vero polimorfismo sia infinitamente superiore alla sua brutta copia: l'”if” viene fatto dal runtime automaticamente, e voi non dovete fare nulla di particolare se non usare degli oggetti in maniera polimorfa. Il polimorfismo dei poveri invece va invece mantenuto, ogni volta che si introducono nuovi tipi e nuove logiche: di solito fra l'altro questo tipo di strutture condizionali si trovano ripetute in diversi punti del codice, poichè è molto comune che esistano diverse logiche da eseguire, rendendo l'introduzione di bug così probabile da essere quasi scontata. Il vero polimorfismo invece vi permette semplicemente di aggiungere nuovi metodi per ogni nuova logica, concentrando così in unico punto tutto ciò che ha gli stessi motivi per cambiare.

Eseguite per curiosità un bel


grep -R instanceof .


nella directory demo del vostro JDK, e troverete molti esempi di poliformismo dei poveri. Sembra che Swing sia un portatore (sano?) di polimorfismo dei poveri!

Permettetemi di riformulare il concetto in maniera più immediata: se trovate del codice che usa “il polimorfismo dei poveri”, è codice strutturato e non codice ad oggetti. Che sia nelle librerie di java, che l'autore sia considerato un guru, che sia uno dei software open più blasonati, che l'abbiate trovato su un libro (di solito di API, non certo di design), o che l'abbiate scritto voi stessi in quello che considerate il vostro capolavoro di programmazione ad oggetti, non cambia la sostanza: non sarà che in 20 anni questa benedetta programmazione ad oggetti a molti non è ancora entrata in testa?

Esercizi:
Eliminare il polimorfismo dei poveri da uno qualsiasi degli esempi Swing del jdk. Come dite? Eh no, così bisogna rivedere le gerarchie... e poi inserire nuove interfacce. E poi bisogna eliminare quelle istanziazioni di oggetti concreti... bene, quella si chiama programmazione ad oggetti.
Ora salutate con la manina quella brutta e vecchia programmazione strutturata, e cercate di lasciarvela per sempre alle spalle!

Conclusioni:
Il polimorfismo dei poveri è una delle peggiori pratiche che si possa adottare per avere codice difficilmente manutenibile, inutilmente complicato e soggetto a bug. Il polimorfismo dei poveri indica inoltre che non state sfruttando la potenza degli oggetti. Se siete pagati per linee di codice, o per bug risolti, usatelo pure liberamente! Ma se poi vi trovate nei guai, non dite che nessuno vi aveva avvertito...
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